L’artista
«Come un fiore strappato dal suo giardino,
l’essere umano, allontanato dal cuore della natura,
non può manifestare pienamente
la propria bellezza innata.»
L’artista è una donna persiana, nata e cresciuta in Iran.
Ancora molto giovane, si è trovata lontana dal proprio giardino d’origine, separata dalla terra che aveva sempre chiamato casa. Durante l’adolescenza, il fiore della sua anima – come lei stessa lo definisce, quel nucleo vitale che risiede nel cuore di ogni essere umano – faticava a riconnettersi alla terra da cui era stato reciso.
Ha intrapreso studi accademici nelle scienze mediche e nelle lingue, ma il linguaggio profondo e la saggezza dell’arte sono rimasti costantemente vigili nel suo cuore. Le passioni dell’infanzia – la miniatura persiana, il violino classico persiano, la letteratura e la musica tradizionale Dastgāh – hanno infine trovato un punto di unione naturale in un’arte allora quasi perduta: la danza persiana. Da quel momento, ha dedicato a questa forma antica e rinnovata tutta la propria attenzione artistica, proseguendo con determinazione e devozione su questo cammino.
Negli anni successivi ha seguito un percorso di formazione approfondito con alcune tra le più autorevoli maestre della danza persiana, affiancando alla trasmissione diretta una ricerca personale e culturale che continua a plasmare il suo linguaggio come interprete e come creatrice.
Con rispetto e gratitudine, riconosce come sue maestre, in ordine cronologico di formazione:
Khatoon Fallah, Sayyad, Shahrzad Khorsandi,Miriam Peretz
Parallelamente, nel contesto occidentale, ha ricevuto una formazione di base presso la IALS Dance School, continuando tuttora ad approfondire discipline artistiche complementari.
Dopo anni di studio nella danza persiana e nelle tecniche del Sama e della rotazione rituale, ha iniziato a esibirsi e a condividere pubblicamente la propria espressione artistica. Si è esibita in importanti celebrazioni persiane delle tradizioni antiche, come Nowruz e Yalda, oltre che in festival orientali internazionali, tra cui il Festival dell’Oriente, e in contesti privati.
L’artista ha inoltre lavorato instancabilmente a progetti teatrali originali, ispirati all’estetica delle arti persiane e ai loro elementi ipnotici, progetti con un forte potenziale di crescita, maturazione e sviluppo artistico.
Bahar è danzatrice, performer, insegnante, coreografa e ricercatrice nel campo della danza persiana e iraniana. Custodisce questo percorso come una devozione profonda, un atto d’amore e di vita, volto a creare e condividere bellezza, bontà e saggezza con il mondo — soprattutto con chi ne ha più bisogno.
La Danza persiana
Come Arte colta
Tra Tradizione e Rinascita : la Danza persiana/Iraniana
La danza persiana – o più accuratamente, la danza iraniana – è una forma d’arte viva e dinamica, un respiro che anima una cultura antica ed eterna. Forse la più trascurata, nascosta e a lungo proibita tra le arti persiane. Eppure, nonostante continui alti e bassi, periodi di attenzione seguiti da lunghi silenzi storici, questa danza profondamente familiare e ipnotica continua a vivere e a fluire nei corpi delle donne e nella memoria muscolare del popolo iraniano.
Attraverso uno studio dedicato e di livello accademico, l’arte della danza persiana rivela narrazioni profonde e stratificate, capaci di andare ben oltre feste, celebrazioni e contesti rituali o etnici. È una vera e propria arte colta, completa e raffinata, capace di esprimersi pienamente sul piano performativo e concettuale.
Questa danza parla più forte di qualsiasi voce. Dipinge le storie di devozione, oppressione, fatica, bellezza e sovranità delle donne, in particolare delle donne iraniane. Così come le donne oggi stanno superando limitazioni storiche e riconoscendo il proprio valore naturale e autentico, anche questa forma d’arte – a lungo emarginata – sta risorgendo, reclamando il proprio spazio e la propria dignità.
La danza persiana è un punto di incontro e di unione con altre arti persiane: la musica classica persiana, vivace e profonda, la miniatura, la calligrafia, la letteratura, l’architettura e molte altre espressioni artistiche. In essa, tutte queste discipline dialogano e si fondono.
Può essere compresa come un’espressione degli elementi, in particolare dell’acqua. Rispetta le forme naturali del corpo, le linee morbide e fluide, lasciando al contempo che la simmetria svolga il suo ruolo. Intesse nello spazio e nel tempo motivi complessi ispirati ai disegni dei tappeti persiani, trasformando il movimento umano in un linguaggio universale, comprensibile anche senza essere mai stato insegnato. Curve, immobilità intenzionale e rotazioni si fondono in una narrazione viva che ricorda a chi danza e a chi osserva l’infinito e il potere della dolcezza.
È importante sottolineare che questa forma di danza è totalmente distinta da altre discipline con cui viene spesso confusa da chi non la conosce a fondo, come la danza del ventre, il flamenco o la danza classica cinese. Sebbene tutte le arti antiche siano interconnesse, la danza persiana possiede una propria estetica, un proprio linguaggio e una scuola artistica riconoscibile, in continua evoluzione ma profondamente radicata nella sua identità.”